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Rischio Erariale e Civile: Cosa Cambia con la Legge Foti 1/2026

Doppio Rischio Erariale e Civile: Novità Legge 1/2026
Doppio Rischio Erariale e Civile: Novità Legge 1/2026

Il tema della responsabilità amministrativa e contabile dei dipendenti pubblici è diventato sempre più centrale, soprattutto alla luce della nuova normativa, introdotta con la Legge Foti 1/2026, entrata in vigore dal 22 gennaio 2026.

Questo nuovo decreto ha portato a un aumento significativo dell’esposizione al rischio per dirigenti, funzionari e dipendenti della Pubblica Amministrazione che gestiscono risorse pubbliche, introducendo di fatto per loro un doppio livello di responsabilità: erariale e civile.

Comprendere questi rischi è fondamentale per chi opera nella PA, non solo per evitare conseguenze economiche importanti, ma anche per adottare adeguate forme di tutela.

Cos’è il rischio erariale nella Pubblica Amministrazione

Il rischio erariale riguarda il danno economico arrecato allo Stato o a un ente pubblico da parte di un dipendente nell’esercizio delle proprie funzioni.
In Italia, questo tipo di responsabilità è disciplinato e giudicato dalla Corte dei Conti, che può condannare il dipendente al risarcimento del danno.
Quando si configura il danno erariale
Il danno erariale si verifica quando:

  • vengono prese decisioni che causano una perdita economica per l’ente
  • si commettono errori amministrativi o contabili
  • si verificano omissioni o negligenze
  • si firmano atti illegittimi o non conformi alle normative

Non è necessario che ci sia dolo: spesso è sufficiente la colpa grave.
Responsabilità civile: il secondo fronte di rischio
Oltre al danno erariale, il dipendente pubblico può essere chiamato a rispondere anche sul piano civile.
Questo avviene quando un cittadino o un’impresa subisce un danno diretto a causa dell’operato della Pubblica Amministrazione.
Esempi concreti di responsabilità civile

  • Ritardi ingiustificati in procedimenti amministrativi
  • Errori in autorizzazioni o concessioni
  • Provvedimenti illegittimi che causano danni economici
  • Mancata vigilanza o controllo

    In questi casi, il soggetto danneggiato può chiedere un risarcimento e l’ente pubblico può rivalersi sul dipendente responsabile, per la quota di danno eccedente a quanto già pattuito come condanna dalla Corte dei Conti.

La Legge 1/2026: cosa cambia davvero
La Legge 1/2026 introduce un quadro più rigoroso per la responsabilità dei dipendenti pubblici, con effetti concreti su tre aspetti principali:

1. Maggiore tracciabilità delle decisioni
Ogni atto amministrativo deve essere sempre più motivato, documentato e tracciabile.
Questo significa che diventa più facile individuare chi ha preso una decisione e quindi attribuire eventuali responsabilità.

2. Rafforzamento della responsabilità individuale
La norma riduce le “zone grigie” della responsabilità collegiale:

  • maggiore esposizione per dirigenti
  • responsabilità più diretta anche per funzionari intermedi
  • minore possibilità di diluire la responsabilità nei processi decisionali

3. Aumento dei controlli e delle azioni della Corte dei Conti
La Corte dei Conti ha oggi strumenti più incisivi per:

  • individuare danni erariali
  • avviare azioni di responsabilità
  • recuperare le somme direttamente dai dipendenti

Il doppio rischio: perché oggi è più pericoloso
Il vero punto critico introdotto dalla normativa è la coesistenza di due responsabilità parallele:

🔴 Rischio erariale

  • Azione della Corte dei Conti
  • Risarcimento del danno allo Stato
  • Possibile impatto diretto sul patrimonio personale

🔴 Rischio civile

  • Azione del cittadino o dell’impresa
  • Richiesta di risarcimento danni
  • Possibile rivalsa dell’ente sul dipendente

👉 In alcuni casi, questi due procedimenti possono coesistere contemporaneamente, moltiplicando l’esposizione economica.
Se è vero che la nuova legge 1/2026 sancisce che il funzionario risponde fino al 30% del danno accertato, con limite massimo pari al doppio della retribuzione lorda annua di fronte alla Corte dei Conti, è anche possibile e ammesso dalla nostra giurisprudenza, che a sua volta l’ente pubblico si rivalga sul dipendente per lo stesso danno per recuperare il 70% che resta a suo carico, portando il collaboratore davanti al giudice per colpa lieve.
Impatti concreti: quanto può costare un errore
Le conseguenze economiche possono essere molto rilevanti:

  • richieste di risarcimento anche superiori a decine o centinaia di migliaia di euro
  • azioni di rivalsa dell’ente
  • spese legali per la difesa
  • danni reputazionali e blocco della carriera.

Come tutelarsi: la prevenzione è essenziale
Alla luce di questo scenario, è essenziale adottare un approccio preventivo.
Buone pratiche operative

  • documentare ogni decisione
  • rispettare procedure e normative
  • aggiornarsi costantemente
  • condividere le responsabilità nei processi complessi

Il ruolo delle assicurazioni professionali
Fino all’entrata in vigore della nuova legge 1/2026, il dipendente pubblico si trovava a dover affrontare queste spese con il proprio patrimonio personale, se non aveva scelto liberamente a priori di dotarsi di una polizza professionale adeguata.
Con la legge 1/2026 viene introdotto per la prima volta, l’obbligo di stipulare un’assicurazione personale per il dipendente pubblico che ha responsabilità di gestione di risorse pubbliche e che ha quindi una responsabilità amministrativa e contabile.
Analizzando però il doppio binario sopra esposto di rischio, è necessario scegliere non solo una polizza di tutela dalla colpa grave ma anche per la colpa lieve.
Assigeco ha progettato e messo online le polizze più complete per dipendenti pubblici pienamente conformi alla legge 1/2026, per poter tutelare questi professionisti dal rischio di colpa grave e colpa lieve.
Dal momento che Assigeco ritiene altresì importante che i dipendenti della PA interessati dalla nuova legge siano il più possibile informati sulle ricadute professionali che questo nuovo decreto ha su di loro, ha messo a disposizione gratuitamente anche interessanti webinar formativi al riguardo.

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