In Italia i cani sono sempre più presenti come animali domestici da compagnia.
Nel 2025, infatti, sono presenti nel 22,1% delle famiglie italiane, con una media di 1,3 cani per nucleo familiare.
Secondo i dati Istat diffusi a fine 2025 (riferiti al 2024), oltre 10 milioni di famiglie convivono con animali domestici, mentre l’Anagrafe Nazionale Canina registra più di 13 milioni di cani.
Tuttavia, chi vive con un cane si trova prima o poi ad affrontare un problema molto comune: l’ansia da separazione del cane, ovvero il disagio che l’animale prova quando viene lasciato solo.
Cerchiamo con questo articolo di dare risposta ai dubbi più frequenti dei proprietari di cani in merito al tema dell’ansia da separazione.
Come capire se il cane soffre di ansia da separazione?
L’ansia da separazione si manifesta con segnali chiari e riconoscibili.
Il cane può diventare irrequieto già prima dell’uscita del proprietario, cercando di ritardare il momento della separazione.
Durante l’assenza, invece, può:
- guaire o piangere
- abbaiare in modo insistente
- fare pipì o sporcare in casa in modo incontrollato
- distruggere oggetti
Al rientro del proprietario, può mostrarsi eccessivamente euforico, con difficoltà a controllarsi.
Come aiutare il cane a superare l’ansia da separazione?
Per prevenire o ridurre il problema, è fondamentale abituare gradualmente il cane a stare da solo.
Lasciarlo solo per brevi periodi iniziali e aumentare progressivamente la durata aiuta a costruire sicurezza.
Soffrono maggiormente di ansia da separazione:
- cani adottati dopo abbandono
- cani provenienti da rifugi
- soggetti molto dipendenti dal proprietario
In questi casi è importante avere ancora più pazienza e gradualità.
Quando si rientra a casa è importante mantenere un comportamento equilibrato.
Evitare feste esagerate o manifestazioni troppo intense aiuta a non rinforzare l’ansia.
Rendere il momento del ritorno normale e poco enfatizzato permette al cane di vivere la separazione con maggiore serenità.
Come tenere occupato il cane mentre si è fuori casa?
Prima di uscire:
- mantenere un tono di voce calmo
- evitare rituali troppo marcati di “addio”
Per aiutare il cane durante l’assenza:
- lasciare giochi interattivi
- utilizzare giochi da masticare
- inserire un leggero sottofondo musicale
La masticazione è infatti un potente antistress naturale per i cani.
Se il cane distrugge casa quando è solo va punito?
No, assolutamente.
Punire il cane al ritorno è controproducente perché:
- non associa la punizione a un comportamento passato
- aumenta stress e insicurezza
- peggiora l’ansia da separazione
È sempre meglio lavorare sulla prevenzione e sull’educazione.
È possibile usare integratori naturali per combattere l’ansia da separazione del cane?
Sì, in alcuni casi e sempre con il supporto del veterinario.
Tra i rimedi più utilizzati:
- camomilla
- valeriana
Nei casi più complessi, il veterinario può prescrivere farmaci specifici come la fluoxetina, da utilizzare esclusivamente sotto controllo medico.
Può essere necessario consultare un esperto per curare l’ansia da separazione del cane?
Sì, soprattutto se i sintomi persistono o peggiorano.
Segnali da non sottovalutare:
- vocalizzi continui
- distruzione intensa
- bisogni frequenti in casa
In questi casi è fondamentale rivolgersi a un veterinario comportamentalista, che potrà elaborare un piano personalizzato di riabilitazione, eventualmente associato a terapia farmacologica.
Gestire un cane è una responsabilità
Da queste indicazioni emerge chiaramente che vivere con un cane richiede impegno, attenzione e responsabilità.
Il proprietario deve:
- gestire il benessere emotivo dell’animale
- garantire cure veterinarie adeguate
- prevenire e affrontare eventuali problemi comportamentali
Oggi, per affrontare i costi delle cure veterinarie, esistono soluzioni come l’assicurazione sanitaria per cani e gatti di Barkibu, che può rappresentare un valido supporto per la gestione della salute del proprio animale.








