La Legge n. 1/2026 ha introdotto una riforma profonda della responsabilità amministrativa e contabile, incidendo in modo diretto sull’operato di dirigenti, funzionari e responsabili del settore sanitario pubblico e degli enti locali.
Tra le novità più rilevanti spicca l’introduzione di un obbligo assicurativo personale, che segna un vero cambio di paradigma nella gestione del rischio per chi amministra risorse pubbliche.
Capire cosa prevede la nuova normativa e come adeguarsi è oggi fondamentale per evitare conseguenze economiche molto pesanti.
Cos’è la Legge n. 1/2026 e perché è così importante
La Legge n. 1/2026 nasce con un obiettivo preciso:
👉 rendere più chiaro, equilibrato e sostenibile il sistema della responsabilità amministrativa, superando l’incertezza che per anni ha caratterizzato la giurisprudenza della Corte dei Conti.
In particolare, la riforma interviene su:
- responsabilità per danno erariale;
- definizione della colpa grave;
- strumenti di prevenzione;
- tutela patrimoniale dei soggetti che gestiscono risorse pubbliche.
Il legislatore ha voluto garantire un equilibrio tra:
- tutela dell’erario;
- serenità decisionale di chi opera nella Pubblica Amministrazione.
A chi si applica la nuova disciplinaLa Legge n. 1/2026 si rivolge a una platea molto ampia.
In particolare riguarda:
- dirigenti e funzionari della sanità pubblica (ASL, aziende ospedaliere, enti del SSN);
- responsabili di procedimento amministrativo;
- dirigenti e funzionari di comuni, province, regioni e altri enti locali;
- soggetti che, anche temporaneamente, gestiscono o controllano risorse pubbliche;
- professionisti incaricati di progetti finanziati con fondi pubblici (PNRR incluso).
In sostanza, chi per lavoro deve prendere decisioni con impatto economico su un ente pubblico, rientra pienamente nell’ambito della riforma.
La nuova definizione di colpa grave
Uno degli aspetti più innovativi della Legge n. 1/2026 è la codificazione della colpa grave, che in passato era affidata quasi esclusivamente all’interpretazione dei giudici contabili.
Oggi la colpa grave è ricondotta a comportamenti ben individuabili, come:
- violazioni evidenti delle norme di legge;
- travisamento dei fatti;
- affermazioni in contrasto con documenti amministrativi incontestabili.
Questo passaggio rende il sistema più prevedibile, ma non elimina il rischio patrimoniale personale del funzionario pubblico coinvolto.
Ed è proprio qui che entra in gioco la nuova polizza obbligatoria.
L’obbligo della polizza assicurativa: la vera svolta della Legge n. 1/2026
La novità più rilevante e concreta introdotta dalla riforma è l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa personale per la responsabilità amministrativa e contabile.
Cosa prevede l’obbligo assicurativo
La legge stabilisce che chi assume incarichi che comportano la gestione di risorse pubbliche ed è sottoposto alla giurisdizione della Corte dei Conti deve essere coperto da una polizza assicurativa adeguata.
Non si tratta più di una scelta facoltativa o prudenziale come nelle assicurazioni professionali per dipendenti pubblici del passato, ma di un requisito ora essenziale.
Che tipo di polizza è richiesta
La polizza prevista dalla Legge n. 1/2026 deve coprire:
- responsabilità amministrativa e contabile;
- danni patrimoniali causati all’ente;
- responsabilità per colpa grave;
- richieste di risarcimento promosse dalla Corte dei Conti.
È importante chiarire un punto chiave:
❌ non basta una normale RC professionale.
✔️ Serve una polizza specifica per la responsabilità amministrativa/erariale, intestata al singolo soggetto.
Perché la polizza deve essere personale, la responsabilità amministrativa è personale e patrimoniale.
Questo significa che, in assenza di copertura:
- il danno può essere richiesto direttamente al dirigente o funzionario;
- il patrimonio personale (conti, immobili, risparmi) è esposto;
- l’ente pubblico non può sostituirsi al responsabile.
La polizza diventa quindi uno strumento di tutela indispensabile, soprattutto nel settore sanitario pubblico, dove le decisioni amministrative hanno spesso valori economici molto elevati.
Quando va stipulata la polizza
La polizza deve essere:
- attiva prima o contestualmente all’assunzione dell’incarico;
- mantenuta per tutta la durata delle funzioni;
- aggiornata in caso di variazione del ruolo o delle responsabilità.
Rimandare la stipula significa esporsi a un rischio immediato.
I vantaggi concreti della polizza obbligatoria
Adeguarsi alla Legge n. 1/2026 non significa solo rispettare un obbligo normativo. Significa anche:
- lavorare con maggiore tranquillità;
- ridurre il rischio di “paura della firma”;
- proteggere il proprio futuro economico;
- dimostrare professionalità e consapevolezza del ruolo.
Nel settore sanitario pubblico e negli enti locali, la polizza è ormai parte integrante degli strumenti di lavoro di chi ha responsabilità decisionali.
Conclusione: perché adeguarsi subito alla Legge n. 1/2026
La riforma della responsabilità amministrativa segna un passaggio storico.
La polizza obbligatoria non è un dettaglio tecnico, ma il fulcro del nuovo sistema di equilibrio tra responsabilità e tutela.
Chi opera nella sanità pubblica o negli enti locali non può permettersi di ignorare questa novità. Adeguarsi subito significa:
✔️ essere in regola con la legge
✔️ proteggere il proprio patrimonio
✔️ lavorare con maggiore serenità
Dove trovare una polizza conforme alla Legge n. 1/2006
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