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Viaggiare in Sicurezza ai Tempi del Covid

Viaggi in Sicurezza ai Tempi del Covid - Blog Assaperlo
Viaggi in Sicurezza ai Tempi del Covid - Blog Assaperlo

C’era una volta la voglia di partire, di esplorare terre sconosciute, di vivere esperienze avventurose.
Il Covid-19 ha cambiato tutto: superato lo shock iniziale, c’è ora la consapevolezza che tornare a viaggiare avverrà gradualmente e che comunque sarà diverso da prima.

L’Italia, nel 2019, è stato il quinto Paese più visitato al mondo, con 94 milioni di turisti stranieri.
Calcolando anche l’indotto, il turismo fino a ora ha generato il 13% del PIL nazionale: questo settore chiuderà presumibilmente il 2020 registrando un -55% di presenze.

Prima della pandemia il 54,2% viaggiava dalle 4 alle 6 volte l’anno, un quarto meno di due volte e il rimanente 25% era un viaggiatore frequente (più di 6 viaggi l’anno).

Per far fronte a questa situazione ed evitare completamente il collasso, il turismo sta cercando di riorganizzarsi e di evolversi verso un qualcosa di nuovo che cercherà sempre di più di personalizzare l’offerta sulla base delle esigenze dei viaggiatori.

Cosa cerchiamo soprattutto noi oggi quando ci troviamo a dover affrontare un viaggio?
Da alcune indagini condotte, risulta che cerchiamo soprattutto sicurezza.
Daremo sempre più importanza non solo al sito dell’hotel ma anche a quelli contenenti la recensione delle strutture alberghiere: qui cercheremo pareri e informazioni sui protocolli di sicurezza riservati.

Di seguito illustriamo alcune misure che vengono adottate dalla maggior parte dei centri che erogano servizi turistici in un momento così delicato come questo, che suggeriamo di valutare prima di effettuare qualsiasi prenotazione a chiunque si appresti a fare un viaggio.

Pulizia e distanziamento a supporto della clientela.
Il 70% degli hotel sta adottando soluzioni contactless per gestire il check-in, l’ordinazione dei pasti, i servizi di concierge.
Vengono quasi dovunque aumentate le pulizie con opportuni sistemi di sanificazione e in alcune strutture anche il personale è sottoposto a controllo periodici medici, per garantire un’interazione più sicura.

Alcuni centri turistici, così come anche le crociere, hanno contingentato il numero degli ospiti fino a un 50% di capienza massima e, quasi ovunque, viene rilevata all’ingresso la temperatura.

Apprezzeremo sempre di più il distanziamento negli spazi comuni, i turni per poter accedere alle sale ristoro così come la possibilità di avere assegnato per uso esclusivo il lettino/sdraio per tutta la durata del soggiorno.

Pagamenti e chiavi digitali e più servizi in camera.

È proprio la tecnologia che rappresenta un valido supporto per le strutture alberghiere per favorire la social distancing.
La maggior parte degli alberghi sta introducendo servizi di pagamento cashless e di messaggistica e in alcune strutture sono disponibili chiavi digitali attivate tramite smartphone per l’accesso alle camere.

Altra novità, che come viaggiatori, troveremo negli hotel di tutto il mondo, è la procedura di check-in self-service tramite totem, con una tendenza significativa anche verso il potenziamento del servizio in camere, in alcuni casi un vero e proprio delivery.

Offerte sempre più flessibili.

Le limitazioni del traffico aereo e l’obbligo di quarantena ancora vigente per chi proviene da alcuni paesi, hanno favorito in Italia, in questo 2020, un turismo di stampo più nazionale.
La necessità di soddisfare, e in tempi molto rapidi, una domanda “diversa” ha già spinto il settore alberghiero ad implementare modifiche all’offerta, per introdurre politiche di cancellazione e rimborso più flessibili.

Ma chi e come si viaggerà nel post- Covid?

Chi viaggerà.
Da indagini effettuate, oggi la metà dei viaggiatori che si appresteranno a ripartire in questo 2020 è composta da persone tra i 45 e i 65 anni, e per un 39% dai 26 ai 45.

Il 51% viaggerà in coppia, il 40,5% in famiglia, un altro 30% con amici, 16,7% in solitaria e poco meno del 4% in gruppi organizzati.

Quale sarà la meta.
Gli itinerari dei viaggi 2020 saranno all’insegna di un turismo di prossimità, che porta a riscoprire gli angoli meno noti, ma non per questo meno pittoreschi del Belpaese, magari non troppo lontani dalla propria abitazione.

Insomma, per questo 2020 faremo sempre di più quello che viene definito come “staycation”, termine coniato negli Stati Uniti, che sta ad indicare una vacanza, fatta in casa, in un luogo che non è poi così lontano dalla propria residenza.

Passerà questa pandemia, ma ci vorrà tempo.
Ora gli imperativi anche per i viaggiatori più assidui, sono rallentare, camminare, vivere la magia di un viaggio, senza necessariamente raggiungere destinazioni dall’altra parte del mondo.

Il Covid-19, oltre al distanziamento, ci sta imponendo anche un radicale cambio di mentalità del viaggiare, che, proprio perché “unconventional”, non è detto che per questo non sia meno incredibile.

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